IL CAPOLAVORO DEL 2 GIUGNO 1946

 

Mi scrive Andy Indie De Angels, a proposito del mio post di ieri sul piano anglo-francese e jugoslavo di smembramento territoriale dell’Italia («I NOSTRI PRIMI 80 ANNI E IL PATRIMONIO DEL 2 GIUGNO»):

«Cioè? Mi vuole dire che se avesse vinto la monarchia quel piano avrebbe avuto successo?!»

Gentile Andy Indie De Angels,

voglio dire che se non ci fosse stato il passaggio del 2 giugno 1946, con il doppio appuntamento referendum istituzionale-Assemblea costituente, l’Italia sarebbe annegata nel «lago di sangue» della guerra civile. Il 25 aprile1945 finì la guerra, ma non arrivò ancora la pace. Monarchici e reduci di Salò si stavano già riorganizzando in bande paramilitari per combattere altre battaglie: quelle per la propria sopravvivenza e contro il comunismo. Sul fronte opposto, i gruppi partigiani ostili a Togliatti non deposero le armi ed erano anzi pronti a usarle di nuovo per impedire una restaurazione fascista e completare l’opera con la rivoluzione comunista. E poi c’erano gli interessi esterni che gettavano benzina sul fuoco per trarre vantaggi dal caos. Vantaggi territoriali i francesi e gli jugoslavi, rispettivamente a Nord-Ovest e a Nord-Est. Vantaggi strategici gli inglesi, nel Centro-Sud e nelle isole mediterranee. In più, gli inglesi puntavano sul «lago di sangue» per prolungare a tempo indeterminato l’occupazione militare della Penisola.

Il quadro era drammatico. E il 2 giugno fu un capolavoro di moderazione politica e di intelligenza strategica che evitò il peggio. Non fu un caso se quel giorno gli italiani furono chiamati a votare contemporaneamente nel referendum istituzionale e per l’elezione dell’Assemblea costituente. Affidando direttamente al voto popolare la scelta sulla forma dello Stato, fu disinnescata la carica esplosiva dello scontro monarchia-repubblica. E nel contempo, eleggendo un’Assemblea costituente con l’incarico di approvare entro breve tempo una Costituzione democratica, si creò una rete protettiva contro ogni tipo di avventura.

Per chi vuole approfondire: nel libro “La maledizione italiana. La guerra di Churchill contro De Gasperi, le trame per il controllo del Medio Oriente e del Canale di Suez, la lunga storia di una ribellione stroncata” (Fuoriscena), Mario José Cereghino ed io abbiamo ricostruito, sulla base di fonti primarie britanniche, la fase di passaggio dalla guerra alla pace, dal fascismo al post-fascismo, dalla monarchia alla repubblica.

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