Il 2 giugno 1946, con la vittoria della Repubblica nel referendum istituzionale e l’elezione dell’Assemblea costituente, furono sconfitti i piani anglo-francesi e jugoslavi di smembramento territoriale del nostro Paese. Quel giorno, le forze della Resistenza, che di lì a meno di due anni avrebbero firmato il patto costituzionale, si imposero anche come soggetti politici: la spina dorsale delle future classi dirigenti italiane. Su quelle premesse si costruì il post-fascismo, realizzando l’incredibile paradosso di una nazione che aveva perso la guerra ma riuscì a vincere la pace. Non fu indolore. E non sarebbe stata una passeggiata neppure dopo, quando nei decenni successivi si trattò di difendere il patrimonio del 2 giugno. Abbiamo più di un motivo per festeggiare i nostri primi 80 anni. E per ricordare al tempo stesso che nulla è acquisito per sempre.
