
Questo libro non sarebbe mai stato scritto se nella Torino degli anni di piombo, per una serie di ragioni, la mia strada non avesse drammaticamente incrociato quella del “partito armato” e di Alberto Franceschini.
Oltre a una postfazione firmata da Mario José Cereghino e da me, in questa nuova edizione del libro-intervista con Franceschini, c’è un mio lungo saggio introduttivo sulla mia esperienza politico-professionale nella Torino degli anni Settanta, di cui vi anticipo titolo e sommario:

FRANCESCHINI, TORINO E IO
di Giovanni Fasanella
-I primi vagiti della lotta armata
-La setta di Servire il Popolo
-Cambiare il mondo senza ammazzare il prossimo
-La «Primavera» cecoslovacca e il compromesso storico nel circolo di Via Caprera
-Il cenacolo azionista dell’Unione culturale
-La prova dei «telegrammi» a «l’Unità»
-Il primo incontro a distanza con Franceschini
-Il 1977, un anno orribile
-Il «partito armato» nei circoli del proletariato giovanile
-Penna, taccuino e laccio emostatico
-Fulvio Croce, il colpo al cuore dello Stato di diritto e il secondo incontro con Franceschini
-La mansarda di Piero Cordone, il sancta sanctorum delle Br
-La rivolta contro il Viminale nell’Ufficio politico della Questura
-Il documento delle Br con i nomi di tre giornalisti
-Il rogo dell’Angelo Azzurro, la guerriglia urbana e l’assassinio di Carlo Casalegno
-Ciotta, Berardi, Esposito e Vinci, i quattro caduti dell’Ufficio politico della Questura
-Quella zona indistinta tra l’indifferenza e la simpatia per le Br
-Maurizio Puddu, dopo le pallottole, l’umiliazione
-Il terzo incontro con Franceschini
