SAMUEL HOARE, LA FINANZA INGLESE E MUSSOLINI

Commentando il post “I Servizi militari inglesi, il “diciannovismo” italiano e il Duce del fascismo”, pubblicato in questo blog,  Michael Miele mi domanda:

«Potrebbe spiegare in “due parole” quale fu il ruolo della “grande finanza” inglese?»

 

Gentile Michael,

una risposta alla sua domanda viene dallo stesso profilo di Samuel Hoare, il capo del Servizio militare britannico in Italia tra Caporetto e la Marcia su Roma. Ecco, da “Nero di Londra”:

«(…) Samuel John Gurney Hoare. Per comprendere l’importanza del protagonista di questa spy story, è necessario cominciare dalla sua biografia e dare una rapida occhiata agli ambienti in cui maturano le sue simpatie per le correnti più conservatrici e persino reazionarie della politica britannica.

Nasce a Londra nel 1880 in una famiglia aristocratica di origini irlandesi che vanta tra i suoi antenati potenti banchieri e mercanti quaccheri. Nel 1675 i suoi avi fondano la Hoare’s Bank, uno dei primi istituti di credito nell’isola verde. Un secolo più tardi, nel 1772, il clan fa il suo ingresso nella City londinese dopo essersi alleato con alcuni influenti banchieri della celebre Lombard Street, crocevia dei templi del potere finanziario inglese sin dal Medioevo. Sorge così la Barnett, Hoare & Company. Nel logo un cavallo nero, simbolo molto radicato nella mitologia celtica: significa messaggero di conoscenza esoterica ed è legato all’idea del mistero, del segreto, ma è associato anche al concetto della guerra e del bottino ottenuto grazie alla vittoria sul nemico. Nei cent’anni successivi, la BH&C farà parte a pieno titolo del circolo dei finanziatori della Rivoluzione industriale e dell’espansione dell’Impero britannico. Il nome della famiglia è quindi indissolubilmente legato agli interessi strategici del Regno Unito in tutto il mondo. Alla fine dell’Ottocento, la Barnett, Hoare & Company acquisisce altri partner e diventa Barnetts, Hoares, Hanbury & Lloyd, un istituto finanziario che nel 1884 dà vita alla potente Lloyds Bank e alla cui vicepresidenza viene subito eletto un membro del clan degli Hoare. Va da sé che il suo logo continua a essere l’ormai famoso cavallo nero.

Tra il 1886 e il 1906, il padre di Samuel è un influente parlamentare Tory alla Camera dei comuni e costruisce un gradino dopo l’altro la carriera del rampollo nell’establishment. Prima formazione alla Harrow School, una delle più antiche ed esclusive della capitale. Una fucina di predestinati. Qui muovono i primi passi molti futuri esponenti dell’élite del Regno Unito. Fra i tanti, Baldwin e Churchill, i due premier che finiranno nel mirino di «Cato» e di «Cassius» per i loro amoreggiamenti con Mussolini negli anni Venti e Trenta; e poi ministri, militari, diplomatici, funzionari e agenti dei servizi d’intelligence. Nel 1903 Samuel si laurea in Storia moderna al New College di Oxford, un altro significativo passo verso l’olimpo del potere. Poco dopo infatti, nel 1905, è già pronto per il suo primo incarico governativo: segretario del ministro delle Colonie, Alfred Lyttelton. Due anni più tardi, nel 1907, viene eletto al London County Council, l’assemblea della contea di Londra, naturalmente nelle liste dei Tories. È il suo primo mandato politico. I tempi sono ormai maturi per il passo successivo. Nel 1909 sposa Lady Maud Lygon, la figlia più giovane di Frederick Lygon, sesto conte di Beauchamp, già parlamentare conservatore e poi membro dei governi di Benjamin Disraeli e Lord Salisbury. Il matrimonio con Lady Maud, appartenente a una delle famiglie più influenti nel Regno Unito, gli spalanca finalmente le porte del «cerchio magico» della Corona.

Ed eccoci al passaggio decisivo, almeno ai fini della storia che stiamo raccontando: l’incontro fatale, nel 1908, con la Anti Socialist Union (Asu). Tra poco ne parleremo, ma intanto va anticipato ai lettori che si tratta di un movimento di opinione dichiaratamente reazionario che non disdegna l’uso della vio- lenza come strumento di lotta politica. Hoare ne diventa un esponente di spicco proprio nel periodo in cui, come vedremo, la Asu organizza centinaia di manifestazioni squadristiche per contrastare la crescita dell’influenza laburista e liberale in vista delle elezioni politiche del 1910. Proprio quell’anno, grazie anche all’appoggio della Anti Socialist Union, Samuel entra alla

Camera dei comuni come parlamentare dei Tories. Conserverà il suo seggio a Westminster per trent’anni e oltre.

Poco dopo lo scoppio del primo conflitto mondiale, nell’autunno del 1914, si arruola con il grado di tenente nel Norfolk Yeomanry, i Dragoni Reali, un reparto di volontari sorto sulle ceneri di un corpo militare istituito alla fine del Settecento durante la guerra d’indipendenza americana. Ma si ammala e pertanto non viene inviato al fronte. Ed è in questo particolare tornante della sua biografia che il giovane viene iniziato all’intelligence militare. L’infermità lo costringe infatti a rimanere in Inghilterra, ma non certo tra le scartoffie di qualche inutile ufficio. Gli assegnano un incarico delicato che richiede doti particolari, oltre alla conoscenza dell’arte politico-diplomatica: discrezione, intuito, psicologia, freddezza, cinismo e soprattutto capacità di pianificazione.

Tutte caratteristiche che appartengono alla sua formazione e al suo carattere e quindi adatte al ruolo che gli viene affidato: «ufficiale reclutatore». Compito che svolge con efficienza e bravura, tanto da essere subito promosso al grado di capitano. Dunque, è già un funzionario di rango nei servizi di sicurezza britannici. E in virtù del lavoro svolto a Londra, padroneggia ormai la rete degli agenti di sua maestà. Dopo aver imparato il russo nel giro di pochi mesi, eccolo pronto per la prima missione all’estero. Una missione davvero speciale con destinazione Pietrogrado, la capitale della Russia: è l’ufficiale di collegamento tra l’intelligence militare britannica e quella zarista. E in men che non si dica, ottenuta una nuova promozione al grado di tenente colonnello, diventa il capo della British Intelligence Mission presso lo stato maggiore delle forze armate russe. Ma anche di questo parleremo tra breve.

La Anti Socialist Union, dunque. È lo snodo fondamentale, insieme all’intelligence militare, per mettere a fuoco con più precisione il retroterra politico, ideologico e professionale del giovane Hoare e comprendere anche le ragioni che indurranno il governo inglese a inviarlo in Italia. La Asu nasce in Gran Bretagna sull’onda della Rivoluzione russa del 1905, la prima contro Nicola II, scoppiata nel mese di gennaio a San Pietroburgo in seguito alla sanguinosa repressione da parte dell’esercito zarista di una protesta pacifica contro la guerra russo-giapponese. Gli operai, che sono tra i protagonisti della manifestazione, si organizzano nei primi consigli rivoluzionari, i Soviet. È un evento dirompente sulla scena mondiale. Soprattutto per la sua influenza sui partiti e sui movimenti socialisti e socialdemocratici in tutto il mondo. L’effetto è immediatamente percepibile anche in Gran Bretagna in occasione delle elezioni politiche del gennaio-febbraio 1906, quando i laburisti guidati da Keir Hardie eleggono ben 29 deputati alla House of Commons.

Un successo clamoroso e inaspettato, dal momento che nella legislatura precedente i parlamentari socialisti erano appena due. Lo spirito dell’epoca è colto con efficacia da un grande scrittore californiano di idee socialiste, Jack London, che nel 1908 pubblica negli Stati Uniti uno splendido romanzo poi tradotto in tutto il mondo, Il tallone di ferro. È un racconto fantapolitico ambientato nel futuro prossimo, tra gli anni Dieci e Trenta del Novecento, in cui l’autore immagina l’ascesa negli Stati Uniti d’America di un’oligarchia dittatoriale pronta a schiacciare sotto il proprio tallone, appunto, le grandi masse lavoratrici del globo.

Insomma, ce n’è abbastanza per mettere in serio allarme l’establishment conservatore alla guida dell’Impero britannico, che all’epoca controlla il sistema finanziario mondiale e occupa un quarto della superficie terrestre tra vicereami, dominion, colonie e protettorati. Senza contare che Londra possiede la flotta mercantile e la marina militare più poderose al mondo. Un impero possente che tuttavia, da un paio di decenni, si sente minacciato dalla concorrenza sempre più spietata e agguerrita di potenze emergenti come la Germania guglielmina e gli Usa, le nazioni protagoniste della Seconda rivoluzione industriale e che ora contendono il predominio globale alla Gran Bretagna: Berlino in Europa e Medio Oriente e Washington su scala mondiale.

Nella percezione dell’establishment inglese, lo scenario apocalittico di una possibile implosione dell’impero – per l’effetto combinato del vento dei Soviet e della prorompente crescita delle nazioni concorrenti – si fa sempre più concreto. Bisogna quindi muoversi per scongiurare il pericolo, in fretta per giunta. Tutto accade in un lasso di tempo di appena tre anni, tra il 1905 e il 1908. I Tories sono ancora una forza politica e parlamentare di indubbia importanza. Ma sono convinti di non riuscire a contenere la nuova ondata laburista, repubblicana e libertaria e, al contempo, quella della sinistra liberale. Insomma, l’avanzata delle nuove idee è vista come uno tsunami devastante pronto a travolgere lo spirito conservatore e il suo ossessivo attaccamento alla tradizione. Uno tsunami che, stando agli storici più accreditati, finirebbe per colpire mortalmente «l’Impero britannico, la Corona, la Chiesa d’Inghilterra, le banche, la marina militare e le altre fondamenta della civiltà anglosassone». (…)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *